venerdì 27 maggio 2011

Seconda stella a destra, al semaforo dritto, alla rotonda prendi la terza uscita a sinistra e poi...chiedi.

Ieri sera sono stata ad una conviviale molto carina! Il relatore, se così si può chiamare, era un simpatico signore in tenuta vintage, una sorta di dj vecchio stile, che ci ha fatto ascoltare vecchissimi vinili su un grammofono portatile. Intanto una attrice, anche lei abbigliata a tema, leggeva brani tratti da riviste e romanzi d'epoca. Variazioni sul tema "la donna negli anni '20".
Veramente, veramente carino. A parte il fatto che, in quanto ragazze immagine della serata (noi sì...) io, B. e F. avevamo posti supervip in primissima fila...eravamo proprio di fianco al grammofono. Il Relatore metteva il disco, girava la manovella e posava la puntina. Il piatto cominciava a gracchiare e scricchiolare e poi...usciva la musica. Credo che Pascoli, parlando di fanciullino e di stupore etc. avesse in mente qualcosa di simile alla mia espressione ieri sera: a metà tra l'ebete e il divertito. Sì, perchè credo di aver capito cosa devono aver provato i primi fruitori del grammofono. Cioè...ma come fa la musica ad uscire davvero da lì?! No, sul serio! c'è un disco nero che gira, una puntina appoggiata sopra e...la musica! E' stranissimo perchè senti (fisicamente) il contatto della puntina sul disco e capisci che la musica passa di lì ma non la vedi! Lo so, sto dicendo cose senza senso, ma era davvero impressionante! E no, non pensate che io mi stupisca così perchè sono giovane e non ho mai visto un giradischi... io stessa possedevo un mangiadischi portatile azzurro col quale mi dilettavo con le "Fiabe sonore" (a mille ce n'è....), mio nonno aveva un giradischi vero, bellissimo, col quale mi faceva ascoltare Bach (alcuni dei miei ricordi più belli), ma quella era già tecnologia avanzata! Cioè ascoltare musica da quel grammofono dà più o meno la stessa sensazione che vedere I. con un cacciavite più grande di lei mentre segue G. e il suo equipaggio che guidano una macchina del 1911 (e il cacciavite serve per aprire il serbatoio), ed è inevitabile chiedersi: ma come fa a partire?! (e si capisce anche perchè vigeva un certo scetticismo...).
Comunque, forse questa cosa del grammofono (che poi, vuoi mettere il suono della musica che esce da lì? magico...) mi ha fatto abbandonare un pò. Allo stupore intendo. Ma non mi succedeva da tanto, di abbandonarmi allo stupore. Ho cominciato a preoccuparmi l'altro giorno, seguendo uno dei miei soliti consigli (questa volta di M.). Ho guardato "Il Corvo", 1994.
Aveva tutto: era dark, era punk, era rock, era violento, c'era una bella storia, c'era Brandon Lee.....ma mancava qualcosa. Mancavo io. Mancava il mio abbandono.
Ci ho pensato a questa cosa della razionalità (anche grazie alle riunioni del gruppo d'ascolto SPA: "Studenti Perduti Anonimi"...grazie ragazzi...), ed effettivamente, quando è troppo è troppo. V. dice sempre che varcata la soglia dell'irrazionalità poi si parte per la tangente e si rischia di farsi male. Ma dice anche che non sempre è un male farsi male. Alla fine è così difficile accettare la mancanza di significato, che si finisce a cercare l'isola che non c'è, e a sperare ancora di trovarla (perchè lo so, dove è! Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino, ovvio, no?).

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